È per te che sono verdi gli alberi
e rosa i fiocchi in maternità
è per te che il sole brucia a luglio
è per te tutta questa città
è per te che sono bianchi i muri
e la colomba vola
è per te il 13 dicembre
è per te la campanella a scuola
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te che a volte piove a giugno
è per te il sorriso degli umani
è per te un’aranciata fresca
è per te lo scodinzolo dei cani
è per te il colore delle foglie
la forma strana della nuvole
è per te il succo delle mele
è per te il rosso delle fragole
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te il profumo delle stelle
è per te il miele e la farina
è per te il sabato nel centro
le otto di mattina
è per te la voce dei cantanti
la penna dei poeti
è per te una maglietta a righe
è per te la chiave dei segreti
è per te ogni cosa che c’è ninna na ninna e…
è per te il dubbio e la certezza
la forza e la dolcezza
è per te che il mare sa di sale
è per te la notte di natale
è per te ogni cosa che c’è
ninna na ninna e…
E’ per te… Margherita!
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augurio
Lettera ad un figlio
Se puoi vedere distrutto il lavoro di tutta la tua vita
e senza dire una parola ricominciare,
se puoi perdere i guadagni di cento partite
senza un gesto e senza un sospiro di rammarico,
se puoi essere un amante perfetto
senza che l’amore ti renda pazzo,
se puoi essere forte senza cessare di essere tenero
e sentendoti odiato non odiare, pure lottando e difendendoti.
Se tu sai meditare, osservare, conoscere,
senza essere uno scettico o un demolitore,
sognare senza che il sogno diventi il tuo padrone,
pensare senza essere soltanto un pensatore,
se puoi essere sempre coraggioso e mai imprudente,
se tu sai essere buono e saggio
senza diventare né moralista, né pedante.
Se puoi incontrare il Trionfo e la Disfatta
e ricevere i due mentitori con fronte eguale,
se puoi conservare il tuo coraggio e il tuo sangue freddo
quando tutti lo perdono.
Allora i Re, gli Dei, la Fortuna e la Vittoria
saranno per sempre tuoi sommessi schiavi
e, ciò che vale meglio dei Re e della Gloria,
Tu sarai un uomo.
Rudyard Kipling
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Stazioni
"Le stazioni si somigliano tutte; poco importa se le luci non riescono a rischiarare più in là del loro alone sbavato, tanto questo è un ambiente che tu conosci a memoria, con l'odore di treno che resta anche dopo che tutti i treni sono partiti, l'odore speciale delle stazioni dopo che è partito l'ultimo treno. Le luci della stazione e le frasi che stai leggendo sembra abbiano il compito di dissolvere più che di indicare le cose affioranti da un velo di buio e di nebbia. Io sono sbarcato in questa stazione stasera per la prima volta in vita mia e già mi sembra d'averci passato una vita ... Ora sono qui senza saper più che fare, ultimo viaggiatore in attesa in questa stazione dove non parte né arriva più nessun treno prima di domani mattina."
(da Se una notte d’inverno un viaggiatore – Italo Calvino 1979)
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Trenista trasfertista ma solo per un giorno
Per un giorno niente treni. Auto, aereo, taxi addirittura.
Quante cose di Roma si possono vedere dalle dieci del mattino alle sette di sera togliendo circa sei ore per riunioni e pranzo di lavoro?
Provo a contare:
-il palazzo dell’Eur
- la basilica di San Paolo fuori le mura (se ricordo correttamente il nome)
- la piramide di Caio Cestio
- uno dei fori (saprò mai quale?) [Update: ok! come non detto... era Il Circo Massimo!]
- l’Altrare della Patria
- Palazzo Madama
- Piazza Navona
- il Pantheon (qui sono anche entrata!)
- la Fontana di Trevi (tutto tranquillo, tutto normale, credo)
- il Quirinale
- il Colosseo
11? come primo giro mi accontento, che dite?
Però questa volta niente foto… che tortura!
